piazzale chiesa dueville

Il piazzale della chiesa di Dueville alle 11 di mattina di sabato 21 marzo 2020. I lavori della chiesa abbandonati, i cartelloni di un referendum che non si farà, nessuna auto. Aria di guerra, ma buona: la guerra al corona virus!

31 marzo - NUOVO APPELLO AL SENSO DI RESPONSABILITA' DI TUTTI

parrucchieriBen volentieri mi faccio portavoce di un grido d'aiuto che mi arriva dalla categoria "parrucchiere/i e centri estetici".
Dopo aver visto il video di una mia collega, il Sindaco di Rossano (per chi non l'ha visto, lo consiglio, è stata proprio efficace nel suo messaggio) che tra i vari messaggi tuonava contro le persone che, nonostante i divieti e le chiusure di attività, riuscivano lo stesso a non rinunciare ai vari trattamenti, mi auguravo che a Dueville questo non succedesse.
Sembra che non sia così e che qualcuno continui a farlo, non rispettando le regole (economiche e di correttezza commerciale nei confronti di chi ha chiuso la serranda della quale parlavo in altro post) e soprattutto mettendo tutti in condizione di RISCHIO CONTAGIO.
Non faccio neanche riferimento alle sanzioni, credo siano la cosa "secondaria" in questo momento. Confido molto di più nel buonsenso e nel senso etico di ognuno di noi.
Penso non serva aggiungere altro, Giusy Armiletti.

Domenica 29 marzo - Andrà tutto bene

OGGI E' PIU' DIFFICILE DIRE "ANDRA' TUTTO BENE" MA DOBBIAMO CONTINUARE A CREDERE CHE LE FATICHE DI QUESTE SETTIMANE DARANNO I LORO FRUTTI.

Ne sono convinta. Ma più del parere della sottoscritta, che non ha alcun valore scientifico, ce lo stanno dicendo gli esperti.

Nonostante i numeri drammatici che ogni giorno registriamo.

In questi giorni, oltre all'impegno dedicato alla distribuzione degli schermi protettivi (io mi sono impegnata in particolare nella comunicazione e vi prego di leggere con attenzione la busta che è stata o verrà recapitata in ogni casa - mentre una squadra eccezionale di amministratori e volontari si sta dedicando al preparare le buste e poi a distribuirle) e alle tante mail, telefonate, comunicazioni alle quali dare risposta, ho pensato tanto agli effetti che possono avere, su ognuno di noi, le limitazioni che stiamo vivendo.
Penso ai ragazzi, ai loro insegnanti e al loro impegno quotidiano, penso alle famiglie, penso a chi era abituato ad andare al bar per incontrare gli amici e magari a giocare a carte, penso a chi lavora (magari con apprensione perché non si riesce a garantire la sicurezza dovuta) e a chi ha chiuso la serranda, penso ai dipendenti comunali e a tutte le persone che hanno contatto con il pubblico nelle attività ancora aperte, penso ai nostri sacerdoti e alle nostre suore, che non possono più andare a trovare gli ammalati nelle case, penso agli ospiti e agli operatori della casa di riposo, penso ai nonni che non vedono i loro nipoti da settimane, penso alle persone con disabilità, penso alle persone sole.

E mi dico, visto che passano i giorni e sperimento io per prima quanto difficile sia "reggere" a questa situazione, se non "inventi" ogni giorno nuove modalità comunicative e di pensiero, che devo dire tanti GRAZIE.

GRAZIE a chi sta lavorando perché il paese non si fermi.

GRAZIE a tutte le persone che, nonostante questa fatica, restano a casa, si fanno portare la spesa dai figli, trovano il modo di impiegare il tempo e non si lamentano della situazione.

GRAZIE a tutti i ragazzi e giovani che, con modalità anche diverse perché più "social", fanno lo stesso, dedicando molto tempo allo studio e alla lettura.

GRAZIE a tutte le persone che, ogni giorno, offrono la loro disponibilità come volontari.

GRAZIE ai nostri medici, farmacisti, infermieri, operatori sanitari.

GRAZIE ad ognuno di Voi, perché le paure e le preoccupazioni per il futuro (che probabilmente tutti abbiamo, e io non faccio eccezione) lasciano lo spazio all'impegno quotidiano, alla speranza, ad una parola buona a chi incontriamo, al rispetto delle regole e alla RESISTENZA..

Come l'immagine che ho scelto per questo messaggio.

Giusy Armiletti

resistenza

Venerdì 20 marzo - NUOVO APPELLO AI CITTADINI

Buon pomeriggio a tutti. Alcuni comuni avevano provveduto, altri (come noi) stavano predisponendo l'ordinanza.
Nel frattempo è arrivata la notizia che l'ha emessa il Governatore Zaia, valida per tutto il territorio del Veneto (prima abbiamo pubblicato il video della conferenza stampa).
Ora, non appena sarà pubblicato sul BUR, allegheremo il testo completo dell'ordinanza, che Vi preghiamo di leggere con attenzione.
In sostanza, si dà attuazione a tutto quello che abbiamo detto e ridetto, fino allo sfinimento, in questi giorni. Non solo a Dueville, perché si potrebbe pensare che siamo solo noi gli esagerati, ma purtroppo in ogni comune veneto, in ogni comune italiano. Situazioni che si stanno ripetendo, ogni giorno, anche se (fortunatamente) da parte di una minoranza dei nostri cittadini. Voglio ricordare a chi sta bene, in salute, a chi anche stamattina passeggiava tranquillamente in coppia senza mantenere le distanze, a chi fa gruppo su alcune panchine (che entro sera verranno tolte) che ci sono persone cardiopatiche, diabetiche, persone diversamente abili per le quali non solo è difficile restare in casa, ma può diventare addirittura dannoso. Noi, che possiamo farlo, inventiamoci esercizi da fare in casa e in giardino. Le passeggiate le riprenderemo a fare, magari tutti assieme così riprendiamo quella socialità che ci è al momento negata, quando questo momento sarà passato.

Fino ad allora, credo che uno sforzo ulteriore da parte di ognuno di noi sia non solo possibile, ma indispensabile.
La notizia della prima persona positiva al Coronavirus ha creato, nell'intero paese, preoccupazione. Tanta. Non poteva che essere così. Non so però, se guardiamo almeno un TG al giorno o leggiamo un quotidiano al giorno, se potevamo pensare che non potesse succedere, che qui da noi potessimo essere immuni da questa tragedia.
Abbiamo forse capito (ma non tutti, evidentemente) che non è così. Vorrei ricordarlo in particolare a chi se ne sta ancora fregando delle raccomandazioni, dell'importanza di uscire solo se necessario e usare le precauzioni che ormai ognuno di noi dovrebbe sapere a memoria.

Ognuno di noi, nel proprio piccolo, può impegnarsi perché questo numero a Dueville non salga.
Stavolta mi rendo conto che questa sembra una vera e propria "predica" e mi scuso per questo, soprattutto con i nostri parroci, impegnati anche loro a vivere questo tempo di Quaresima in modo limitato e limitante. E di proposito non aggiungo foto o slogan, perché voglio che leggiamo con attenzione il testo del decreto. Tornerò ad essere positiva e sorridente, come mi è molto più congeniale, se vedrò che stavolta tutti ci mettiamo il massimo impegno. Tutti.
In questa fase così difficile, mi va benissimo essere il bersaglio di tutte le vostre recriminazioni sul non poter uscire.
Non sono un medico, un virologo, un immunologo ma ho letto tantissimo sulla materia in questi giorni. Sono davvero convinta che alcuni giorni / settimane di disagi e difficoltà siano utili a contenere la diffusione del contagio.
Lo dobbiamo a noi, alle persone a noi care, e a chi indossa quei camici bianchi il cui valore solo ora ci è più chiaro rispetto a quanto davamo sempre per scontato.

Buon fine settimana casalingo a tutti voi.

Il Sindaco, Giusy Armiletti

Lunedì 16 marzo - Avviso ai cittadini dopo una domenica di sole

Buongiorno a tutti. Lo sapevo, lo sapevamo che sarebbe stato difficile restare in casa, ma sinceramente credevo che oltre ai nostri, gli appelli fatti da persone ben più importanti e influenti della sottoscritta avessero effetto, limitassero il desiderio (legittimo e capibile, a tutte le età) di uscire di casa. Non è stato così. Purtroppo questa pandemia ci sta privando di tante, tantissime cose, e una di queste è la relazione, l'incontro, lo scambio di una battuta, una passeggiata lungo le piste ciclabili o le strade del nostro territorio. Credete che sia stato facile per me restare tutto il giorno chiusa in casa ieri? Secondo voi l'ho fatto perché è giusto dare l'esempio? Certo. Ma anche perché se questa, al momento, è l'unica arma che abbiamo per diminuire il contagio (gli esperti dicono che non siamo ancora arrivati al picco massimo e che ci vorrà ancora qualche giorno per vedere gli effetti di queste misure restrittive), io per prima la applico.
Da cittadina, prima che da Sindaco.

Abbiamo ricevuto tantissime segnalazioni ieri, da parte di cittadini che dicevano "scusa ma le regole ci sono o non ci sono? e se ci sono valgono per tutti oppure no?".
La situazione che stiamo vivendo oggi, 16 marzo 2020, è estremamente diversa da una settimana fa, da due settimane fa, da tre settimane fa. Le restrizioni e i divieti si sono via via inaspriti perché quello che tutti si auguravano, e cioè contenere il contagio, non è successo. E l'intero sistema sanitario sta reggendo sforzi al di là di quello che umanamente si può affrontare. Sinceramente, mi domando se siamo davvero in pochi che guardiamo i servizi alla TV, che ascoltiamo le conferenze stampa del Governatore Zaia, i pareri di virologi, infettivologi, gli appelli dei medici dagli ospedali. Siccome sono sicura che non è così, chiedo ai genitori sicuramente "provati" da questa situazione, a chi vive situazioni difficili in casa (con persone fragili, con disabilità, anziani ammalati) ma anche alle decine di persone che venerdì sera andavano nell'unico bar aperto (annesso ad un distributore) a bere un aperitivo (magari con gli amici), ai ragazzi che si trovano nelle panchine a chiacchierare, alle famiglie che anche ieri si muovevano per andare a passeggio o in bicicletta: ARRABBIATEVI CON ME, PENSATE PURE CHE STO ESAGERANDO, ma per alcuni giorni, per favore, STIAMO ALLE REGOLE, anche quelle non scritte da decreti, ordinanze, appelli. Mio malgrado, proprio perché non è un'attività urgente e indifferibile, ho sospeso anche la consegna degli auguri da parte del Sindaco a tutte le persone che hanno più di 80 anni (ma recupereremo la consegna, lo prometto !!!). Se pensate che per me sia facile prendere certe decisioni, dire alle persone che mi telefonano e scrivere queste cose, vi posso assicurare che è la cosa più difficile che ho mai fatto in vita mia.

Vi prego, stiamo a casa. Grazie per l'attenzione.

Giusy Armiletti, Sindaco.

Giovedì 12 marzo - Primo avviso ai cittadini

Buongiorno a tutti. Mi auguro che ognuno di noi abbia ascoltato i messaggi del Presidente Conte e del Governatore Zaia. Messaggi che, oltre a spiegare le misure ancora più restrittive che da oggi ognuno di noi vive, hanno ribadito con forza quanto dura sia la lotta che stiamo combattendo, contro un virus che si sta diffondendo a grandissima velocità. Per il momento stiamo perdendo questa lotta, su tutti i fronti. In primis quello dell'attenersi alle regole che ci vengono date.
Da oggi noi chiudiamo anche i parchi pubblici, come anche altri comuni stanno facendo. E i mercati (anche quello di soli generi alimentari, nonostante sia concesso dal decreto). Dobbiamo stare a casa, dobbiamo muoverci solo per motivi di comprovata necessità.
Che senso ha chiudere bar e ristoranti e poi proporsi tra amici "dai che ci troviamo a casa mia per un aperitivo?"
Che senso ha trovarsi a giocare in gruppo nei campetti, se ognuno di noi potenzialmente può essere un "portatore sano, asintomatico", che si sente invincibile ma può trasmettere il virus a persone più deboli? Perché muoversi da casa per motivi che possono assolutamente aspettare tempi migliori?
Vi prego, oltre ad osservare in modo assoluto quanto prevedono i vari decreti, mettiamoci ancora più impegno.

Lo so benissimo quanto costa tutto questo (per esempio il non poter andare a trovare la fidanzata che abita nel comune vicino), le difficoltà che ogni famiglia sta vivendo da giorni, quanto possa costare ai giovani non trovarsi sotto i portici del comune o nei vari parchi pubblici, a chiacchierare o ascoltare musica. E so anche quanto facile sia trasgredire a queste che possono sembrare "regole eccessive, che non riguardano noi, perché noi siamo più forti del coronavirus".
Non è così. Al momento sto piccolissimo essere, al quale ci verrebbe voglia di dire di tutto, è più forte di noi.
Sta a noi invertire la tendenza e dimostrare di che pasta siamo fatti !!!

ANDRA' TUTTO BENE, lo ribadisco, ma solo se adesso dimostriamo che per noi le regole sono importanti e le sappiamo rispettare. Senza aver bisogno che le forze dell'ordine (un grazie infinito anche a loro, oltre all'esercito in camice bianco da settimane in trincea, per noi) ci fermino e ci multino.
Stavolta allego un video bellissimo: solo i bambini potevano farlo !!!! E spero di vedere tutte le nostre case addobbate con i disegni dei bambini "ANDRA' TUTTO BENE".

Grazie ad ognuno di Voi sia per l'impegno personale, sia per quanto potrà fare nel rifiutare inviti di amici, sia nello spiegare il perché.

Giusy Armiletti, Sindaco.

La bellezza ci salverà

Durante i terribili giorni in cui ci stiamo affrontando il corona virus gli animi sensibili di poeti locali ci aiutano ed allietano con i loro versi. Intanto li raccogliamo qui.

Nove Marzo Duemilaventi

21.03.2020 Mariangela Gualtieri

Questo ti voglio dire
ci dovevamo fermare.
Lo sapevamo. Lo sentivamo tutti
ch’era troppo furioso
il nostro fare. Stare dentro le cose.
Tutti fuori di noi.
Agitare ogni ora – farla fruttare.
Ci dovevamo fermare
e non ci riuscivamo.
Andava fatto insieme.
Rallentare la corsa.
Manon ci riuscivamo.
Non c’era sforzo umano
che ci potesse bloccare.
E poiché questo
era desiderio tacito comune
come un inconscio volere –
forse la specie nostra ha ubbidito
slacciato le catene che tengono blindato
il nostro seme. Aperto
le fessure più segrete
e fatto entrare.
Forse per questo dopo c’è stato un salto
di specie – dal pipistrello a noi.
Qualcosa in noi ha voluto spalancare.
Forse, non so.
Adesso siamo a casa.
È portentoso quello che succede.
E c’è dell’oro, credo, in questo tempo strano.
Forse ci sono doni.
Pepite d’oro per noi. Se ci aiutiamo.
C’è un molto forte richiamo
della specie ora e come specie adesso
deve pensarsi ognuno. Un comune destino
ci tiene qui. Lo sapevamo. Ma non troppo bene.
O tutti quanti o nessuno.
È potente la terra. Viva per davvero.
Io la sento pensante d’un pensiero
che noi non conosciamo.
E quello che succede? Consideriamo
se non sia lei che muove.
Se la legge che tiene ben guidato
l’universo intero, se quanto accade mi chiedo
non sia piena espressione di quella legge
che governa anche noi – proprio come
ogni stella – ogni particella di cosmo.
Se la materia oscura fosse questo
tenersi insieme di tutto in un ardore
di vita, con la spazzina morte che viene
a equilibrare ogni specie.
Tenerla dentro la misura sua, al posto suo,
guidata. Non siamo noi
che abbiamo fatto il cielo.
Una voce imponente, senza parola
ci dice ora di stare a casa, come bambini
che l’hanno fatta grossa, senza sapere cosa,
e non avranno baci, non saranno abbracciati.
Ognuno dentro una frenata
che ci riporta indietro, forse nelle lentezze
delle antiche antenate, delle madri.
Guardare di più il cielo,
tingere d’ocra un morto. Fare per la prima volta
il pane. Guardare bene una faccia. Cantare
piano piano perchéun bambino dorma. Per la prima volta
stringere con la mano un’altra mano
sentire forte l’intesa. Che siamo insieme.
Un organismo solo. Tutta la specie
la portiamo in noi. Dentro noi la salviamo.
A quella stretta
di un palmo col palmo di qualcuno
a quel semplice atto che ci è interdetto ora –
noi torneremo con una comprensione dilatata.
Saremo qui, più attenti credo. Più delicata
la nostra mano starà dentro il fare della vita.
Adesso lo sappiamo quanto è triste
stare lontani un metro.

Coronavirus 2020

12.03.2020 Dino Cisco

Gaveva pena scominsià
on ano béco dei bisèsto,
e dala Cina confermà
ch'el xe proprio sensa sèsto.

Dal paese dela séta
on tedesco indafarà,
se ga messo in scarsela
on virus ch'el ga regalà.

Jera el “Covid-dicianove”
nome giusto de sto male,
che col xe rivà da naltri
el ga roto tanto le bale.

“Poco pì de n'influensa
che colpisse a ogni età,
more solo i pì veci
e magari xa malà”.

I dixeva in Italia
bravi e ghemo anca schersà
pa' mandare tuto in vaca
ma... sol copìn la xe rivà.

Da Codogno fin a Vò
e dopo con la Lombardia,
tuto el resto de l'Italia
i ga messo in quarantia.

Non se pole ndare in giro
darse la man e stare rente,
ma bisogna stare in casa
anca sensa fare gnente.

Rispetando le distanse
se pol ndare a lavorare,
far la spesa e in farmacia...
e tuto questo fa pensare.


Par la strada poca xente
che se varda da distante,
ristoranti e bar sarà...
e tuti col disinfetante.

Chi ga guanti e mascherina
chi va in serca del saòn,
desso l'aria xe canbià...
quasi na disperassion.

Par fortuna che ogni tanto
spunta on bel arcobaleno
coi toseti che ghe scrive:
“Forsa xente che ghe a fémo!”.

IL RITORNO DELLA COMETA

1985 - Fernando Bandini

Padre nostro, se sei tu
che covi le uova celesti
da cui spuntano i mondi,
ed è tua figlia questa cometa
che prolunga la sua morte e rompe il
guscio
del firmamento, squittisce le sue miche
di rimasuglio d’astro,
come può l’ala corta della mente
tener dietro al senso dell’universo
senza che tu ti sveli?
E’ breve il passo tra lavita e il niente
di noi mortali, ma lunga la rotta
di questo involucro di stelle.
Insegnaci allora a drizzare
il collo al pane degli angeli
(se c’è quel pane), unisci nel tuouno
ciò che il tempo divide:
la luce e l’ombra,
la veglia e il sonno, l’amore e il disamore.
Sento solo la voce di mio padre nel vuoto,
tornano dall’azzurro le postille
del suo viso bambino, lo vedo
che guarda la cometa varcando la Porta
diFreiburgimBreisgau, seduto
sopra un carro di luppolo. Ma tu,
Padre nostro, se sei nei cieli,
se vuoi che sia santo il tuo nome,
manda una stella ad annunciare il Regno,
si accenda il suo fulgore
i ncielo e nei nostri occhi sulla terra.
Dacci la nostra parte di quotidiana pace,
condonaci il dovere di esserti grati
come facciamo noi
con quelli che ci devono gratitudine.
E non c’indurre nella tentazione
di rinunciare a vivere
per paura dell’eternità.

(daIlritornodellacometa,Padova,
Galleriad’arteA-1,1985einSantidi
Dicembre,Garzanti,1994).

IL CERCATORE

05.12.2008 Attila

T'HO CERCATO NEL CIELO STELLATO
QUANDO IL BUIO ADDORMENTA I RUMORI

T'HO CERCATO TRA GENTE IMPORTANTE
CHE GUARDAVA MA NIENTE VEDEVA

T'HO CERCATO IN LAGHI PROFONDI
TRA LE FORME DI VITA PIU' ANTICHE

T'HO CERCATO TRA LE CIME DEI MONTI
MENTRE IL VENTO PARLAVA AL MIO IO

T'HO CERCATO TRA BOSCHI E FORESTE
CON LA PIOGGIA CHE RIGAVA IL MIO VISO

T'HO CERCATO TRA VALLI E DESERTI
PRIVI D'ACQUA CHE DA VITA ALLA VITA

T'HO CERCATO TRA UOMINI BIANCHI
CHE PENSAVAN SOLTANTO ALL'AVERE

T'HO CERCATO TRA UOMINI ROSSI
CONFINATI NEI LOR TERRITORI

T'HO CERCATO TRA UOMINI NERI
RICORDANTI IL SOFFERTO PASSATO

T'HO CERCATO TRA UOMINI GIALLI
CIVILTA' DI UN IMPERO CHE FU

QUANDO IL TEMPO RUBAVA I MIEI ANNI
M'INCONTRAI CON UN BIMBO AFFAMATO

MI GUARDAVA COI SUOI OCCHI INNOCENTI
CHE PARLAVAN COME UN DOTTO, UN SAPIENTE

TI TROVAI ! E SENZA DIRE PAROLA
TI STRINSI AL MIO PETTO CHE FREMEVA D'AMORE...

Resto in casa

14.03.2020 Dino Cisco

Ghe xe el Coronavirus:
mi desso resto in casa,
la xe na medissina!
e non serve che la piasa.

Bisogna aver pasiensa
e mandare zo l'amaro,
spetare altri tenpi
vedarì che riva el ciaro.

Par desso stémo in casa
come fùssimo amalà,
spetémo che la passa
sémo ancora fortunà.

Pensémo a chi sta male,
xe soli o no ga gnente,
e a chi nei ospedali
lavora tra la xente.

Vardémo on po' pì vanti:
a sémo ancora sani,
e dopo sopratuto
a sémo italiani.

La storia qua ne insegna
che quando che xe ora
le mejo qualità
savemo tirar fora.

E alora senpre vanti
care persone bele,
che tornaremo a védare
“el sole e le altre stele”.

Sarà in casa

15.03.2020 – Dino Cisco

Con el Coronavirus
sémo sarà in casa,
la xe na grande sfida
che piasa o non la piasa.

Parché non se metemo
tuti quanti a far lession?
A dire cossa vedo
proprio fora dal balcon?

Se pole scriver tanto
o fare on bel disegno,
e metere sula carta
tuto el nostro inpegno.

Se le strade xe deserte
viagemo con la mente,
se pol girare el mondo
e sensa spender gnente.

Vardare l'erba nova
e i fiori che spanisse,
le rondini che torna...
el mondo non finisse.

Sa se vardemo dentro
ma dentro par davero,
a ghemo tante robe
che vale el mondo intiero.

Prima de tuto ghemo
la testa par pensare,
e dopo, o prima, el core
che serve per amare.

E quando sta buriana
sarà finìa e passà,
se ghe sarà on voto
qualcun sarà premià.

Tegnerse in forma

17.03.2020 Dino Cisco

Come fémo stare in forma
se la palestra xe sarà?
A curare i muscoleti
e nascondere l'età?

Pa' fortuna mi go l'orto,
qualche pianta e fiori vari,
che me fa passare el tenpo
e lo fasso sensa orari.

Go tacà co 'na vanesa
e in tre dì la go vangà,
e pa' finire l'esercissio
par altri tre go rastelà.

Naltro dì, el malgaragno
con le ortensie go bruscà,
e ligando i rosari
anca el sangue go donà.

Go vardà le margherite
concimando el limonaro,
go scoltà li osei cantare
e fotografà el bronbaro.

Go spassà el marciapiè
e snasà anca le viole,
a me go spalmà la crema
e ciapà el primo sole.

Intanto l'erba del pratin
sta cressendo piano pian,
ma par desso mi so' stufo...
sarà palestra de doman.

Senza titolo

14.03.2020 - Gianni Marola

Dovaremo ringrassiare
faisbuc e uazzap
parche’ de social
semo sta’ inonda’

l’unica contenta
dopo tanto protestar
sarà la svedese Greta
sempre immusona’

la gavea prova’
a farnelo capire
che la terra la xe’ stufa
ma sensa riussire

el virus continuara’
ma tuti capira’ ?
anca el Donald american
con el ciuffo riporta’ ?

desso xe’ tuto ferma’
ma de girar el virus se stufara’
e come tuti i tormentoni
el ‘ ndarà’ fora dai ....

Virus inseminio

15.03.2020 - Pio Nicoli

All’inissio tanti ga’ pensa’
“ma vala’, le xe’ tute bale”
come falo dala Cina rivare fino qua
ma invesse el mondo xe’ globale

el virus dala Cina l’e’ partio
con l’aereo e taca’ le man
e pian pian sto inseminio
l’e’ riva’ anca sul suolo italian !

Alora Giusy condottiera
ma con gran difficoltà
ga’ segrega’ intiera
tuta la so comunità !

ma quando tuto sarà finio,
e ste’ sicuri che ben finira’
parche’ il virus se ga’ esaurio,
nol conosseva la nostra sanità’

‘ndaremo tuti in piassa
par far festa, belli e fieri
con le trombe e la grancassa
ai nostri eroi,
volontari, medici e infermieri !

Stare distanti

18.03.2020 Dino Cisco

Tuti dixe: “Ste atenti
a rispetare le distanse,
anca solo in do par casa
stè divisi, in do stanse”.

Questo xe esagerà
e lo gavemo capìo tuti,
ma savemo ch'el contato
pole dar cativi fruti.

Se alora in fameja
non se pole fare tanto,
uno solo a far la spesa
con la maschera e guanto.

Chi lavora sta on metro
e qualchedun se fa corajo,
co' nessuno che te snasa
a se pol magnare l'ajo.

Ma che sofre proprio tanto
xe i morosi e i fa pecà,
ché no' i pole stare rente
quando i xe inboressà.

I se parla a ogni ora
ma no' i pole caresarse,
i se sente e i se vede
ma i vorìa anca basarse.

No' i se varda pì in tei oci
ma solo col telefonin,
i se manda i baseti
ma no' i pole far cin-cin.

La xe dura pa' i morosi
in sto tenpo delicato...
vorà dire che anca lori
desso i prova el celibato.

Conpleano 2020

19.03.2020 Dino Cisco

Con el Coronavirus
xe on san Giuseppe strano;
par chi non lo savesse
xe el me conpleano.

Silvana senpre cara,
ma ancò in particolare,
la me soporta, tase
e la me lassa stare.

El dolse con le mandole
che jera in prevision,
diventa de mirtili
che xe a disposision.

La ssena coi parenti
la ghemo rimandà,
non la saria sta festa
se non se sta tacà.

Faremo solo on brindisi
e su apuntamento,
ognun co' la botilia
e dal so' apartamento.

Invense la bisbocia
con la vecia conpagnia
a la faremo dòpia:
co' sta rogna xe finia.

Parché, te spèti on ano
pa' ridare e schersare
e, colpa sto “Corona”
a non se pol brindare.

E qua ringrassio tanto
in questi tenpi duri,
a quei che par telefono
me ga cantà li auguri.

Spetémo ancora on poco,
festegeremo tuti,
e de sta penitensa
rancureremo i fruti.

Auguri al vate

19.03.2020 - Attila

Al nostro vate auguri
Che ne diletta on fia'
In tinpi cussi' duri
In meso a sti mala '

Intanto speto el tenpo de basi e abrassi tanti
A chi che me vol ben
Ma anca a tutti quanti

E mi che credo in Dio
Me meto in orassion
Spetando a modo mio
Che passa sto ciclon

Ma ghin vegnemo fora
Pi forti de na volta
Spetando drento casa
La strada dea svolta......

Composta di getto da Attila (alias Attilio Gianello) per fare gli auguri a Dino Cisco in tempi di coronavirus

Come in guera

20.03.2020 Dino Cisco

Ormai tuti lo dixe
ca sémo come in guera,
e se non se jutemo
caschemo xo par tera.

Le xe giornate scure
e ore tanto amare,
a sentire i boletini
ne vien da lagrimare.

Però vardemo vanti
e démose na man,
sarà manco fadiga
rivare al doman.

Cantemo dai balconi
e fora el tricolore,
a sémo italiani...
el xe on grande onore.

Ma insieme a tuto questo
bisogna anca scoltare
quelo che i ne dixe
chi che ne vol jutare.

Par questo: stémo a casa
e a fare e robe giuste;
che apena passa tuto
saremo come suste.

La xe 'na lota dura
ma vegnaremo fora,
e vinseremo insieme
sto virus de la malora.

La xe na guera giusta
e i capi xe in trincea,
a noialtri i domanda
de portare la gamea.

El punàro

22.03. 2020 Dino Cisco

Sémo tuti sarà in casa
come fussimo a punàro,
con la caponàra in testa
che fa mastegare amaro.

Ma el punàro me ricorda
che se'l jera ben fornìo,
el valeva na fortuna:
jera tuto ben de dio.

Le galine par el brodo
e faraone cote al forno,
polastreli in poceto
e polenta tuta torno.

Qualche volta i galeti
diventava bei caponi,
e alora par Nadale
se magnava da sioroni.

E ghe jera anca la cioca
coi pulsini e le arne
che a Otobre, pal Rosario,
le gavea la mejo carne.

La pitona, o la pai,
jera brava a coare,
el piton invense, o pao,
te faseva spaurare.

Se ghe jera anca le oche
le vegneva “incoconà”,
le daseva carne e grasso
e le piume ben pagà.

Bele bestie nate a tera
che raspava e becava,
sora el selese 'e schitava
ma a punaro le tornava.

AURORA

Attila

Seduto da troppa stanchezza.
Ti aspetto col cuore in sussulto
D'un manto di rosea bellezza
Si coprono le spalle ed il volto
O luce che svegli il mio di'
Potessi fermarti un momento
Posare il mio sguardo su te
E chiudere gli occhi nel tempo
Vestire di pace il mio cuore
Dar sonno e riposo alla mente
Aprire le braccia all'amore
E chiudere gli occhi per sempre.....
D'un tratto mi sveglia la vita
Mi prende d'un tratto l'angoscia
Sorrido al suo sguardo che passa
E abbraccio così la speranza
E penso alla vita che vive
E guardo al cammino che passa
E sento un suonare di pive
E inebrio il mio cuore che danza
Di gioia e speranza son desto
E vedo il futuro che avanza
E chino il mio capo al maestro
Che dona certezza e speranza
Chiudo i miei occhi sì gonfi
Che stilla o gocce d'amore
Vorrei dare a tutti la pace
Che sgorga copiosa dal cuore

CHI BUSSA ?

25.01.207 Attila

IL SOLE CHE DANZA NEL CIELO
UN FRESCO DI BREZZA MI AVVOLGE
IL RAGNO CHE TESSE IL SUO VELO
LO SGUARDO D'UN BIMBO CHE SPORGE

SI CHIUDONO, GLI OCCHI, ALL'AMORE
DI UN SOGNO CHE NASCE ALLA VITA
CHI BUSSA ALLE PORTE DEL CUORE ?
CHI BRAMA LA GIOIA INFINITA !

LA GIOIA DI UN BIMBO CHE RIDE
L'AMORE DI MAMMA CHE DONA
L'ABBRACCIO DI UN PADRE CHE CREDE
LA PACE AD UN VECCHIO CHE PRONA

OH DOLCE INFINITA BELLEZZA
D'UN FIORE CHE NASCE AL MATTINO !
CHE VINCE PAURA E TRISTEZZA
DELL'UOMO, CHE TROVA, IN CAMMINO...

CHI BUSSA ALLE PORTE DEL CUORE ?
LA SPEME DI UN GIOVIN CHE CERCA
IL LAVORO, LA GIOIA, E UN AMORE

CHI BUSSA ALLE PORTE DEL CUORE ?
LO SGUARDO DI UN BIMBO AFFAMATO
CHE PROVA TRISTEZZA E DOLORE

CHI BUSSA ALLE PORTE DEL CUORE ?
IL BASTONE DI UN VECCHIO, PIEGATO,
CHE CERCA CALOR CHE NON MUORE

E MI SVEGLIO AL SUON DI CAMPANA
CHE RINTOCCA IN VALLE DESERTA
OH DOLCISSIMO BRONZO CHE SUONA
QUALE PACE AL MIO CUORE IN RICERCA !

NEL CAMMINO RITROVO IL MIO FIORE
CHE SPRIGIONA PROFUMO E BELLEZZA
AL MIO CUORE APERTO ALL'AMORE
QUALE DONO A CHI VUOL TENEREZZA...

DOLCE ATTIMO

05.02.2012 Attila

COM’E’ BELLO OSPITARTI NEL CUORE
QUALE DOLCE SORRISO I TUOI OCCHI !
MI COMMUOVE IL SILENZIO DEL MARE
E MI SVEGLIO AL SUON DEI RINTOCCHI

IO TI APRO SE BUSSI AL MIO CUORE
IO TI CERCO SE MI LASCI PER VIA
E TI AVVOLGO IN STRETTE D’AMORE
E TI TROVO, PERCHE’ TU SEI MIA

SENTO IL CANTO D’UN BIMBO CHE PASSA
SENTO MAMMA NINNARE IL SUO BIMBO
VEDO IL GUARDO D’UN VECCHIO PENSOSO
VEDO UN GIOVIN CHE VIVE IL SUO TEMPO

PENSO A QUANDO L’INFANZIA VIVEVO
PENSO AI GIUOCHI D’UN TEMPO CHE FU
VISSI UN TEMPO IN CUI TUTTO CREDEVO
VISSI UN TEMPO CHE ORAMAI NON C’E’ PIU’

ALZO GLI OCCHI PER CAPIRE IL MIO NIENTE
CERCO UN SI’ CHE RINFRANCHI IL MIO CUORE
SONO SOLO, SON DESTO E COSCIENTE
GUSTO IL SOFFIO DI UN GIORNO CHE MUORE.

EL MASSOLIN

Attila

A LE QUATRO DEA MATINA
ME POPA’ EL GERA IN CUSINA
E ME NONA GERA FORA
AVENDOSE SVEIA’ PRIMA ’NCORA

ANCA ME MAMA GERA DA BASSO
E MI DORMIVO COME ON TASSO

TUTI SVEJI PAR FAR FOGO
SCALDAR L’ACQUA DE LA CALIERA
INPIENA’ DA IERI SERA

DA DISTANTE NA LUCETA!
EL MASSOLIN, IN BICICLETA
COL TABARO SO LE SPALE
E LA GANBA SOL PEDALE

A URTARE A PI NON POSSO
PARCHE’ EL PESO DE LA SPORTA
NO TIRASSE VERSO EL FOSSO

L’E’ RIVA’, EL XE QUA
EL MASSOLIN DE LA CONTRA’

TUTI QUANTI SE AGITAVA
ANCA MI ME GERO ALSA’
SOLO EL MAS-CIO CONTINUAVA
A DORMIRE SPANTASSA’

ON CAFE’ COL BACHETELO
CON LA GRASPA IN CORESSION
E…SU VIA VERSO EL PORTELO
CHE XE ORA DE SANSION

UNO CORE NEL STALOTO
PAR CHE’L MAS-CIO SE DOMANDA;
COSSA XEA STA CONFUSION
SE POL FARE DOMAN OTO
SENSA TUTA STA PRESSION!

E IN QUATRO E QUATRO OTO
SO LA MESA EL XE DISTESO
EL SILENSIO EL XE CALA’
E ANCA EL MAS-CIO GA PERSO EL FIA’

ACQUA CALDA! MA NO MASSA,
DA VODARE CO LA CASSA
SORA EL PELO DA GRATARE
PARCHE’ DOPO PASSA CANCIO
EL STRASSARO TUTO FARE

GNANCA LE ONGE SE BUTAVA!
ANCA QUELE EL COMPRAVA!

FINALMENTE PICA’ VIA
SOTO EL TRAVE DE LA LOSA,
SE VARDAVA MISSI IN POSA
QUANTO LARDO CHE’L GAVEA

DOPO AVERLO SGIOSSOLA’
EL SE STENDEVA SORA LA TOLA
EL FASEA PARFINA GOLA…..

CARNE DE SALADO, CARNE DE CUISSIN
CARNE DE LUGANEGA.....
VERO CONPARE ! ‘NDEMO IN CANEVA
A GO LA GOLA SECA, VODEME ON PO DE VIN!

QUANDO VEGNEVA SERA
SE FASEA LA CONTA!
SO LA ROBA PICA’ VIA
SORA LE STANGHE VISSIN A LA SCANSIA!

QUANTA GRASSIA DE DIO!
SON SICURO CHE GAVI’ CAPIO!
I GERA ALTRI TENPI
NO SE GAVEA LA SPUSSA SOTO EL NASO
E TEGNERE EL MAS-CIO NO GERA ON CASO!

IN FAMEIA SE GERA IN TANTI
E EL MAS-CIO SFAMAVA TUTI QUANTI !
PARE, MARE E FIOI COI VECI SENSA FRONZOLI
TUTI CONTENTI QUANDO SE CONPRAVA I LATONZOLI

ONCO’ I TENPI XE CANBIA’
GHE ‘NDEMO DRIO, BRONTOLEMO ON FIA’
NO GHE XE PIU’ POSTO PAR EL STALOTO
E LE NOSTRE CASE LE XE ON SALOTO

RINGRASSIEMO DIO CHE NO NE MANCA GNENTE
PARCHE’…… VEDIO GENTE
ONCO’ FEMO NA VITA DE PRESSA
MA NE LE NOSTRE TOLE, NO MANCA MAI NA FETA DE SOPRESSA.

Fémo i conti

23.03.2020 Dino Cisco

Forse xe on po' presto,
ma mejo scominsiare
a fare quatro conti
par non dismentegare.

Da on mese a sta parte
i prèdica de stare
tuti sarà in casa
e poco caminare.

Portare fora el can
ma sensa ndar distanti,
da soli a far la spesa:
le xe robe inportanti.

E qua a ben vardare
on risparmio ghe xe xà,
no' consumemo scarpe
e sparagnemo el fià.

La spesa de la palestra
la ghemo cancelà,
e sensa el grata e vinci
ghe ghemo guadagnà.

Se la machina in garage
non la consuma più,
chi vuto che gh'inporta
s'el petrolio va in sù.

Ma xe anca giusto dire
che i disinfetanti
i và a peso d'oro
co' mascherine e guanti.

Ca sémo on po' pì néti
la xe na verità,
però, xe mejo sani,
poareti e in libertà.

El Salbanèlo

24.03.2020 Dino Cisco

Salbanèlo, fiol dei boschi,
forse na divinità,
Silvanus, xe nome latin
e col xe nato non se sà.

Fauno mezo diavoleto
con Bacco senpre in festa,
sensa sòcoli ai piè
e i corni sula testa.

Sa volemo l'è vivace
come on dìscolo putèlo,
che no' tase e no' sta fermo
“te sì come el Salbanèlo”.

El xe grande come on scheo
e i lo ciama saltafosso,
a ghe piase fare schersi
e vestirse anca de rosso.

Jera senpre colpa sua
par la roba che mancava,
e magari dopo o ano
de drio casa i la catava.

El jera bravo fare i gropi
ale corde e ai sogati,
che par descatejarli
jera na roba da mati.

Con le tresse dele tose
ala matina incatejà,
“a xe sta el Salbanèlo”
o el moroso inboressà?

De giorno el Salbanelo
nol se vedeva mia,
ma solo co' xé sera
dopo l'ultima ostaria.

Grassie

25.03.2020 Dino Cisco

Grassie a tuti i dotori
infermieri e personale,
a tuti queli che lavora
par la cura de sto male.

Lori xe i pì esposti
ma i pensa al nostro ben,
lori no' i se tira indrio
e i lavora a tenpo pien.

Con i segni sora el viso
dele maschere stanpà,
no' i se ferma dala fatiga
e dai turni massacrà.

No' i ga tenpo de pensare
se bisogna stare atenti,
e come fare ala sera
saludare i parenti.

E bisogna ringrassiare
la Civile Protession,
brava xente che lavora
e senpre a disposision.

No' i se tira mai indrio
e i core senpre vanti,
no' i serca le medaje
ma jutare tuti quanti.

E ghe xe el volontariato
che in silensio dà na man,
lu nol vole gnanca grassie
e sensa tanto far bacàn.

Questi, xe da ringrassiare,
questa, xe la nostra xente
che ghe piase lavorare
e ghe méte core e mente.

Mondo-virus

26.03.2020 Dino Cisco

I ga dito che la va mejo
ma però no' a xè finìa,
ànsi i dixe a sarà lónga
xe pì grave in Lonbardia.

Mexo mondo xe malà
e quel'altro in pensiero,
sperava che sta bonba
no' scopiasse par davero.

E pensare che l'Italia
gavea dito cossa fare,
a gavévimo inparà...
ghe bastava de copiare.

El biondin, siór inglese,
el ga dito: “lassé stare,
móre solo i pì veci
continuè a lavorare”.

La Germania e la Francia
anca lóri ga spetà,
e la Spagna poareta
pàga on conto ben salà.

El pì grande american,
e on pocheto sparonson:
“a xe colpa dei cinesi
e mi sàro el porton!”.

Ma sto càncaro de virus
no' ga visto le frontiere,
e purtropo dapartuto
el ga fato el só mestiere.

Anca chi non lo voleva
a fare i conti ga tacà,
tuti se ga messo in fila
e le braghe i ga calà.

Gli odori

27.03.2020 Dino Cisco

A gavémo sinque sensi:
e la vista de sicuro
xe la prima che ne mostra
belo, bruto, ciaro e scuro.

Con le rece a scoltemo
i osèi a cantare,
e in silensio la natura
la ne insegna a pensare.

Con el gusto assajemo
sia el dolse che l'amaro,
el salà, el coto e el cruo
e diventa tuto ciaro.

Con el tato dela man
caressémo el putèlo,
e l'atresso de lavoro
anca rùspio el xe belo.

Su l'odore non se pole
né vardare e né scoltare,
de gustare non parlemo
e sicuro, non tocare.

Se el xe bon, el xe profumo
che te ciapa e ména via,
e la vita te incolora
con la pura fantasia.

On bel fiore opure el pan,
la fugassa in cuxina,
el mosto pena vendemà:
i xe odori-medissina.

Se però te vè in stala:
qua l'odore xe canbià,
denso, caldo che te ciapa
e dapartuto el xe tacà.

Come rènte al luamaro
tra el mas-cio e la mussa,
qua l'odore xe pì aspro
ansi no, diventa spussa.

LA BICICLETA DE ME POPA’

marzo 2003 Attila

QUANTA STRADA CHE LA GA FATO
FIN NOVENBRE SESSANTOTO
IN ON GIORNO COME ON ALTRO
QUANDO EL FILO SE GA ROTO

I PARTIVA LA MATINA
LU E LA SO FIDA BICICLETA
EL LA TEGNEVA PAR MANINA
COME LA FUSSE LA SO TOSETA

GERA PRESTO, TANTO PRESTO
ANCA QUANDO GERA INVERNO
COL SO PASSO TANTO MESTO
EL PARTIVA PAR L’INFERNO

GHE PIASEVA A LAVORARE
GERA BRAVO NEL MESTIERE
EL MURARO EL SAVEA FARE
EL COREVA AL SO CANTIERE

MA LA SCHINA MALANDRINA
LO TRADIVA MASSA SPESSO
E CUSSI’ QUALCHE MATINA
EL PARTIVA CON EL GESSO

EL GAVEA FATO LA GUERA
SETE ANI LA SO DOSE
L’E’ TORNA’ CO I PIE PAR TERA
COI PIOCI, CARE SPOSE!

ME RICORDO CHE NA VOLTA
SON ANDA’ NEL SO CANTIERE
EL GAVEA LA GOBA STORTA
E NA SCALA DA ARMARE

MI PUTEO, NO CAPIVO
LA SO GRANDE SOFERENSA
MA RICORDO, VE LO DIGO
GERA CARA LA ME PRESENSA

E LO VEDO VERSO SERA
CON LE GANBE CHE PIEGAVA
LA STANCHESSA TUTA INTIERA
COME ON MUSSO SOPORTAVA

EL SPERAVA NEA PENSION
CON I ANI DEA GUERA
MA NISSUNA REMISSION
E LU ZO, SENPRE PIU’ IN TERA

DOPO XE RIVA’ NOVENBRE
GIUSTO EL MESE DE MIGRARE
E LU GA PENSA’ DA SENPRE
CHE XE EL MESE DE PARTIRE

IN SILENSIO XE PASSA’
EL SO ANGELO CUSTODE
CHE SAN PIERO GA MANDA’
SO LA TERA A PORTAR LODE

MI SON QUA,STO RIPOSANDO
STE CONTENTI COME MI
NO GHE XE NISSUNI AL MONDO
CHE POL DIR SLUNGHEMO ON DI’

CARA MORA STEMO INSIEME
MI TE SPETO AD ARCUGNAN
TE ASSICURO, TUTO BENE
E SU, DEMOSE LA MAN!

E PO ON GIORNO QUANDO IN CELO
VEDAREMO EL SALVATORE
NO GHE XE PIU’ NESSUN VELO
CHE DIVIDA EL NOSTRO AMORE

STE CONTENTI, MI VE SPETO
CHE QUASSU’ ME TROVO BEN
FIN CHE’ ON GIORNO L’ANGIOLETO
PASSARA’ A TAIARE EL FEN

MI VE ASSO LA BICICLETA
CHE LA GA FATO TANTA STRADA
E VE SPETO, SENSA FRETA
A LA FINE DE LA STRADA.

EL TINELO

attilio

SOTO EL PORTEGO DE LA LOSA
SE VERZEA NA PORTA ROSA
CHE PORTAVA NEA CUSINA
DRITO LA PORTA DE LA CANTINA

GIRA A MANCA NEA CUSINA
GHE XE A PORTA E EL SALTARELO
TE LO GIRI VERSO MATINA
TE TE TRUVI NEL TINELO

ME RICORDO CHE LI’ DENTRO
NO GHE GERA TANTE COSE
NA CUSINA COL CANON
E NA TOLA SOL CANTON

ON RIFUGIO NE L’INVERNO!
INVESE, FORA, NEVE E GELO!
EL PAREA PROPRIO ON INFERNO
COME SCRITO NEL VANGELO

SORA LA STUA COLOR DE LATA
SE TROVAVA NA PIGNATA
CON EL CULO TUTO NERO
COME QUEO DE ON CALIERO

“MINESTRONE CON FASOI”
EL MENU’ DEI PORI FIOI
CON NA COESSA DE PORSEO
TANTO EL GERA SENPRE QUEO

E NA TECIA DE CORADEA,
I PULMUNI DEA SORANA,
ON PANARO DE MARANEA
E ACUA FRESCA DE FONTANA

CORADEA NO ME ‘NDAVA
GERA MEIO EL FEGATO COL DURON
CHE NE LA TECIA EL PIPAVA
E PO EL FINIVA NEL PIGNATON

PASTA SUTA CON BUEE DE GALINA
E NA S-CIANTA DE LUGANEGA
GERA PROPRIO NA DELISSIA EL MENU’ DE NONA PINA!


NA FAMEIA DE SIE BOCHE
CON DU NONI E I GENITORI
PO, DO FIOI CON LE BOCHE
CHE MAGNAVA ANCA LORI

SORA LA TOLA ON BEL POENTON
NEL PANARO DISTIRA’
CHE SPETAVA EL SCOPETON
CHE SE GERA RITIRA’

SORA LE BRONSE CHE SCOTAVA
ON RADECIO DE CONTORNO
CHE COL LARDO SE CONSAVA

E PO POENTA, E POENTA E POENTA
CHE LA PANSA TE INPIENAVA
DIGESTIONE ON POCO LENTA
PO….PENSE’ DOVE CHE LA ‘NDAVA

XE CUSSI’ CHE SE MAGNAVA
NO GHE GERA L’ANTI PASTO
NO GHE GERA GNANCA EL MISTO
GERA TANTO SE EL PIRON
EL SAVEA DA SCOPETON!

NO MANCAVA TUTAVIA ON TOCHETO DE ALEGRIA
CHE ME NONO BATEZAVA CON ON FIASCHETO DE GRASPIA

GERO BOCIA E GERA BELO
ME RICORDO CHE ME NONO
EL FASEA DA PONTESELO
SOE SO GANBE GERO IN TRONO

DONDOLAVO, RABALTAVO
CONTENTESSA GERA MIA
E PO PRESTO ME ALSAVO
NO VE DIGO NA BUSIA!

E CUSSI TI SI PASSA’
TANTO PRESTO, MASSA PRESTO!
CARA DOLSE FANCIULESSA
EL RICORDO TORNA MESTO
A CHEI GIORNI SENSA ETA’.

Sémo picoli

28.03.2020 Dino Cisco

Forse l'omo se ga incorto
e finalmente ga capìo,
che nol xe cossita grande
e non pol sentirse on dio.

Le sità pi' grande al mondo
scolorìe se ga fermà,
solo case e monumenti:
cartoline inanimà.

Se le fabriche xe ferme
come la circolassion,
strade e piasse sensa vita
le xe na desolassion.

E la xente sarà in casa
nel silensio dela sera
la xe tanto spaurìa
prega, canta e la spera.

Sémo pìcoli nel mondo
e de pì ne l'universo,
ma vorìssimo conprare
tuto quelo pa' traverso.

L'ò ga dito anca el Papa:
“sémo tuti in mexo al mare,
so' na picola barcheta
e... jutémose a remare”.

Sémo parte de on tuto
che se ciama umanità,
ma insieme ai difeti
ghemo tante qualità.

E no' stémo misurare
chi ga fato el di pì,
ma démose da fare
e remare dì par dì.

Non sémo soli

30.03.2020 Dino Cisco

Forsa che non sémo soli
e insieme ghe la fémo,
ghemo visto i primi fiori
e dopo i fruti gustaremo.

Sì, ghe vole la pasiensa
fare i bravi e non molare,
ma se sente on aria nova
che fa voja respirare.

A ghe xe chi canta e sóna
dopo el turno de lavoro,
e che ne domanda solo
de far parte de sto coro.

E tanti grandi artisti
tuti insieme da distante
che i se fa sentire rente,
xe on segnale inportante.

E in più ghe xe Paesi
che ne inpresta i dotori,
i ne porta atressatura:
anca se no' i xe i pi' siori.

E tuti queli che lavora
sarà dentro a na stansa,
i xe come on sole novo
primavera de speransa.

Sémo fora da l'inverno
e i segnali ghe xe xà,
continuemo, sù la testa,
anca questa passerà.

Forsa xente, ca vinsémo
e se fémo la nostra parte,
desso che non sémo soli
a rabaltemo tola e carte.

31 Marso

31.03.2020 Dino Cisco

Sta matina el calendario
dixe: marso xe finio,
qua bisogna fare i conti
e me vardo suito indrio.

El xe sta on mese stranbo
e dal virus rovinà,
el ne ga tajà le ganbe
e robà la libertà.

Ma volendo ragionare
no' xe tuto da butare,
tra discutere e pensare
el xe sta on bel dafare.

Restando sarà in casa
gnente pì inquinamento,
chi ga leto qualche libro
ga smosso el sentimento.

Scoltà musica pa' radio
e vardà television,
no' la xe na bruta roba
la xe sta na ocasion.

Telefonare a on amico
o ai parenti pì distanti,
sentirse pì vissini
le xe robe inportanti.

Se lavora anca da casa
e la vita va pì pian,
chi ghe piase la cusina
ga provà a fare el pan.

A se xuga a scopa in dó
e i reati xe calà,
prevision de fine ano:
aumenta la natalità.

LE BRAGHE DE FUSTAGNO

Attila

LE GERA BRAGHE LUNGHE, LE SE PORTAVA LA FESTA
LE GA CONPRA’ ME MAMA DAL MORO DE LA BRESPA
CHE SE FERMAVA IN PIASSA EL GIORNO DE LA FESTA


NA BOTA DE TRONBETA; EL MORO SAVEA FARE!
LE DONE CHE COREVA ANCA SOLO PAR VARDARE

EL COLORE GERA DE ON VIVO MARON CIARO
CON LE RIGHETE STRETE E LE SCARSELE A GNARO

ME LE GO PROVA’ DA DRIO AL BIROCIN
E GERO NUDO COME ON PULSIN!

PERO’ NISSUNI GHE BADAVA
PARCHE’…. CUSSI’ LA ‘NDAVA

PAR MI LE GERA MASSA LUNGHE
MA ME MAMA NON GHE GA SENTIO
PARCHE’ “TE CRESSI! GHETO CAPIO!”

GO DOVUDO TASERE E VEDARLE, SORA EL RABOTO,
GIRA’ IN PRESSA IN QUATRO E QUATRO OTO

LE PORTAVO SOLO LA FESTA E LE CONSUMAVO POCO
PERO’ CRESSEVO A POCO A POCO…..

EL PRIMO RISVOLTO XE STA’ SLUNGA’
EL ME PAREVA DE ON COLORE DIVERSO DA QUELO CHE GO CONPRA’

EL TENPO PASSA; SECONDO GIRO SORA EL RABOTO
LE ME PAREVA LE BRAGHE DEL VECIO CARLOTO.

DE TRE COLURI SENPRE PIU’ SCURI ….
VE LO DIGO MI. STE SICURI……

XE FORTE EL FUSTAGNO MA I ANI PASSA
EL CULO SE CONSUMA, EL GA BISOGNO DE NA PESSA…..

DETO, FATO, LA ME GA FATO ON CULO QUADRATO…..

SLUNGA, SLUNGA, SLUNGA…..NO GHE XE PI BRAGA….
E ADESSO ME MAMA COSSA CHE LA FAGA ...

LA FANTASIA XE TANTA E LA GA INVENTA’ IN SORTE
ON PAR DE BRAGHE CORTE…..

NO LE GERA PIU’ DA FESTA !

CUSSI’ NE LE SCARSELE
GHE METEVO LE BALETE DE VERO
E NO ME PAREA VERO!

CHE FINE CHE LE GAI FATO
XE ANCORA ON MISTERO.
PERO’, A DIRE EL VERO,
MI ME PAREVA CHE, A PARTE EL PATELON,
LE FUSSE DOPARA’ PAR LUSTRAR LE SCARPE COLOR MARON!

ALTRI TENPI, ALTRA VITA !
CUSSI’ VE LA GO DITA!

PERO’ GERA BELO
ANCA SE PORTAVO SENPRE LE BRAGHE COL TASSELO!

MAMOETA VEGNO!

Gennaio 2007 - attila

SE PARTIVA LA MATINA
SENSA VOIA DE ‘NDAR SCOLA
LA SACHETA SO LA SCHINA
COL PANIN CHE FASEA GOLA

EL MAESTRO NE SPETAVA
SO LA PORTA SENPRE IN PIE
UNO A LA VOLTA EL NE VARDAVA
SE GAVIVIMO LE SCARPIE

SCUMISSIAVA LA LESSION
TUTI IN PIE PAR LA PREGHIERA
LE MAN GIUNTE IN ORASSION
E ON SORISO DE BONA SIERA

MI PENSAVO A LA MAMOETA
CHE ZUGAVIMO A MARENDA
GIRO I OCI IN PIROETA
SO LA FINESTRA DRIO LA TENDA

FINALMENTE LA CANPANEA
ZO DE CORSA PAR LE SCALE
EL PANIN IN TE NA SCARSEA
ME PAREA DE AVER LE ALE

MAMOETA VEGNO!
SE DISEA CON FORSA
SALTA CHE TE TEGNO!
RISPONDEA LA MUSSA

SENPRE RUTI I TRAVERSUNI
QUANTE PACHE SE CIAPAVA
SE SPACAVA ANCA I BOTUNI
E NISSUNI CHE MOLAVA

IN MUDANDE SE RESTAVA
PAR NON CEDARE ON MOMENTO
SE QUEO SORA NO MOLAVA
TE FINIVI SOL CEMENTO

QUANTE CORSE, QUANTI SALTI
TENPI MORTI NO GHE GERA
SE SENTIVIMO INPORTANTI
COME I EROI CO LA BANDIERA!

FINALMENTE RIVA ON BOTO
ANCA LA SCOLA XE FINIA
TUTA LA ROBA IN ON FAGOTO
VIA DE CORSA A CASA MIA

SE PARTIVA TUTI INSIEME
TUSI E TOSE VERSO CASA
POCA SIENSA E TANTA SPEME
DE TROVAR LA MAMA A CASA

SO LA STRADA DE GIARON
AFIANCA’ DA NA MURETA
TE TROVAVI AL PONTARON
DISEGNA’ NA BEA CROCETA

SE LA MEMORIA NO M’INGANA
ME RICORDO CON PASSION
CHE NA BAGOLI, PUTEA SANA,
LA SE MORTA PA ON URTON

MI VORIA SAVERE TANTO
DA CHI GA DESFA’ LA MURA
DOVE XE FINIA INTANTO
QUEA CROCETA TANTO PURA

DE SICURO IN PARADISO
IN MEZO AI ANGELI CONFUSA
VEDAREMO EL SO BEL VISO
CON VISSIN SO NONA ROSA.

Per
Suggerimenti,
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